Gli Artisti

Alessandro e Massimo Pantani 

Massimo Pantani

Massimo Pantani nasce a San Gimignano il 14 Agosto 1956.

Può e ama definirsi autodidatta, la sua è una pennellata istintiva, lontana da sofisticazioni concettuali.

La storia artistica di Massimo ha inizio in giovane età con la pittura ad olio, per approdare più tardi alla tecnica dell'acquerello.

La pittura a olio

Sembra, nei confronti delle correnti diffuse dell'arte figurativa moderna, che viva un'inconsueta dimensione della realtà, qualcosa che lo richiama con insistenza ad un passato ormai lontano, a quel mondo, cioè, che fu caro agli impressionisti, e che lui rivive oggi in chiave originale e tutta personale.

Pittore, Massimo Pantani, dalla pennellata moderatamente succosa, ma intrisa di segrete luminosità; dal disegno preciso, delicato, ma di sorprendente efficaci.
Il suo lavoro non sembra uscire da attenti ripensamenti, ma dal piacere esclusivo di costruire un angolo di mondo dove a tutti piacerebbe vivere e dove un'atmosfera idilliaca ci riporta a lontani sogni romantici.

Il tratto è incisivo, non lezioso, ama far risaltare l’impianto scenico globale più che il particolare, la sua pittura può definirsi un non finito, la pennellata è volutamente lasciata ed il risultato finale può risultare un “abbozzo”, ma uno sguardo attento evidenzia la non necessità di definire ulteriormente, il messaggio arriva limpido, e ci troviamo immersi in quei paesaggi senza neppure accorgersene.

L’istintività del tratto lo porta ad esprimersi al meglio con i paesaggi rupestri, paesaggi di cui la Toscana abbonda e di cui Pantani traduce con l'immediatezza dei colori a olio tutta la loro semplicità e bellezza.

Quella di Massimo Pantani non è pittura facile, anzi, è una tecnica raffinata che rivela un faticoso e lungo studio di dosaggi, di scrupolosa ricerca, di soppesati valori cromatici.

Gli acquerelli e le illustrazioni di Pinocchio

Oltre al tema della Toscana, rappresentata anche nella sua enorme varietà di scorci, un altro tema ricorrente dei suoi acquerelli è quello di Pinocchio.

Con il suo disegno preciso, delicato ma di sorprendente efficacia, Massimo reinterpreta in modo del tutto originale la storia di questo famoso burattino di legno, che ha sedotto generazioni di bambini e non solo.

Osservando questi deliziosi acquerelli possiamo percepire la grande abilità, genialità e raffinatezza con cui questo pittore riesce a cogliere il significato della favola di Collodi, trasmettendoci tutto l'amore e tutta la passione che mette nei suoi lavori. Le litografie e gli acquerelli originali raccontano la creatività e l’immaginazione dell’artista, le sue opere sono immagini oniriche che ci conducono attraverso un percorso di fiaba dalle quali è molto facile lasciarsi incantare e sedurre.


Alessandro Pantani


Alessandro Pantani nasce a San Gimignano nel 1961.

Si iscrive alla scuola di scenografia dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, diplomandosi nel 1985. Nello stesso anno consegue il diploma di costruttore di scene teatrali rilasciato dalla Regione Toscana.
Alla fine degli anni '80 inizia a lavorare nella bottega di famiglia dedicandosi alla realizzazione di cornici artigianali e riproponendo in modo creativo le tecniche proprie della tradizione italiana.

Le sue cornici divengono pezzi unici, ognuno pensato e realizzato secondo le esigenze del cliente, così da esaltare e valorizzare ogni tipo d'opera d'arte. Sono numerose sono le collaborazioni con architetti, interior designers, galleristi e collezionisti: dalle sue mani escono pezzi eccellenti, prodotti per negozi e residenze tra i più esclusivi in Italia e nel mondo.

Alessandro Pantani è un sangimignanese che potremmo definire figlio d’arte, ma è proprio questo il punto: questo ragazzo, ci tiene troppo a non essere chiamato artista, ma artigiano, con la A maiuscola!

In famiglia, dal padre Gino ai figli Massimo, Alessandro e Paola, hanno respirato l’aria di bottega, tra cornici e dipinti, prendendo però, con studi diversi, ognuno la propria strada, ritornando, infine, in un modo o in un altro, alle origini, alla “bottega”.

Dal suggestivo androne di tanti anni fa, che era in via di Quercecchio, dove persino le “antiche” ragnatele raccontavano storie, ora Alessandro crea i suoi lavori in questo suo laboratorio-studio di via San Martino, dove si rivive un po’ il fascino di quello più antico del padre.

I Paesini in legno

Alcune opere sono piccoli “quadri scultorei”, che vivono come dei racconti di pezzi di legno portati dal mare o finiti in riva al mare, su spiagge deserte invernali, che Alessandro trasforma in narrazioni che vivono una loro fantasiosa storia e la raccontano come sanno fare gli artisti.

Pannelli formati da pezzi di legni levigati dalla salsedine che, intarsiati con altri oggetti come vecchi caratteri tipografici in legno, ormai in disuso, creano eleganti composizioni.
Oppure paesaggi di case e castelli, campanili e piccole casette che si ergono su colline e scogli irti e improbabili, che fanno sognare, tanto da apparire veri, in un mondo lillipuziano, che finisce inquadrato in uno spazio dove la cornice acquista una sua specifica dimensione e valore.

Le Mongolfiere

Un altro motivo ricorrente dell'immaginario della pittura di Alessandro è la mongolfiera che da un po' di tempo ripropone avvalendosi dell'uso di una tecnica mista che va dall'acrilico al collage, dalla doratura al disegno: tutti i mezzi sono buoni per raggiungere l'effetto voluto, cioè quello di esprimere tutta la magia e il mistero che avvolgono questo affascinante oggetto volante.

Possiamo dire che il vero soggetto in questi quadri sia lo stupore: stupore che si prova alla vista di una mongolfiera nel cielo, la meraviglia di fronte ad uno spettacolo tanto strano e inatteso e il senso di pace e di raccoglimento che ne deriva.