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I paesini di Alessandro 



Alessandro Pantani è un sangimignanese che potremmo definire figlio d’arte, ma è proprio questo il punto: questo ragazzo, ci tiene troppo a non essere chiamato artista, ma artigiano, con la A maiuscola!
In famiglia, dal padre Gino ai figli Massimo, Alessandro e Paola, hanno respirato l’aria di bottega, tra cornici e dipinti, prendendo però, con studi diversi, ognuno la propria strada, ritornando, infine, in un modo o in un altro, alle origini, alla “bottega”.
Dal suggestivo androne di tanti anni fa, che era in via di Quercecchio, dove persino le “antiche” ragnatele raccontavano storie, ora Alessandro crea i suoi lavori in questo suo laboratorio-studio di via San Martino, dove si rivive un po’ il fascino di quello più antico del padre.
Alcune opere sono piccoli “quadri scultorei”, che vivono come dei racconti di pezzi di legno portati dal mare o finiti in riva al mare, su spiagge deserte invernali, che Alessandro trasforma in narrazioni che vivono una loro fantasiosa storia e la raccontano come sanno fare gli artisti.
Pannelli formati da pezzi di legni levigati dalla salsedine che, intarsiati con altri oggetti come vecchi caratteri tipografici in legno, ormai in disuso, creano eleganti composizioni.
Case e castelli, campanili e piccole casette che si ergono su colline e scogli irti e improbabili, che fanno sognare, tanto da apparire veri, in un mondo lillipuziano, che finisce inquadrato in uno spazio dove la cornice acquista una sua specifica dimensione e valore.

Pinocchio di Massimo 

Ancora Pinocchio? Ormai si pensa di saperne quasi tutto ma si rimane sempre affascinati, rapiti, conquistati.
Alla fine vince lui, il burattino di legno più famoso al mondo che ha sedotto generazioni di bambini e non solo. I colori ad olio, gli acquerelli e la litografia sono le tecniche utilizzate da Massimo Pantani che dipinge dall’alto della sua stanza in un palazzo nel cuore di San Gimignano vicino alla famosa piazza di Sant’Agostino.
Con un po’ di fortuna si riesce ad entrare nel suo studio, dove l’atmosfera bohemienne ci ricorda il fascino degli atelier ottocenteschi. La serie di lavori che dedica a Pinocchio nasce dalla voglia di restyling dell’iconografia classica del celeberrimo burattino, con il rispetto della tradizione vissuta non come limite ma come punto di partenza per creare un nuovo stile .
Le litografie e gli acquerelli originali raccontano la creatività e l’immaginazione dell’artista, le sue opere sono immagini oniriche che ci conducono attraverso un percorso di fiaba dalle quali è molto facile lasciarsi incantare e sedurre.

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Le mongolfiere di Alessandro 

Un altro motivo ricorrente dell'immaginario della pittura di Alessandro è la mongolfiera che da un po' di tempo ripropone avvalendosi dell'uso di una tecnica mista che va dall'acrilico al collage, dalla doratura al disegno: tutti i mezzi sono buoni per raggiungere l'effetto voluto, cioè quello di esprimere tutta la magia e il mistero che avvolgono questo affascinante oggetto volante.

Possiamo dire che il vero soggetto in questi quadri sia lo stupore: stupore che si prova alla vista di una mongolfiera nel cielo, la meraviglia di fronte ad uno spettacolo tanto strano e inatteso e il senso di pace e di raccoglimento che ne deriva.

La toscana di Massimo

Nella pittura di Massimo Pantani primeggia uno spirito georgico che ha il sapore d'altri tempi, che ci riporta ad un passato dove campi, boschi, torrenti, case hanno il sapore e la patina di una vita semplice e patriarcale.
Questa Toscana di Massimo Pantani con i suoi effetti di luce è caratterizzata da una straordinaria varietà di scorci: un riflesso dell'acqua, un placido cielo primaverile, un angolo di paesaggio, un vicolo silenzioso di città, le robuste Torri di San Gimignano dove è nato e lavora.
Da tutto questo mondo che lo attrae con un fascino irresistibile, percependo tutta la poesia che in esso di nasconde , nasce la sua vocazione di pittore di paesaggio