Il Re che pescava la Luna con cornice

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C'era una volta un Re che si chiamava Teodorico.
Era un Re buono, amatissimo dal suo popolo, e faceva sì che alla sua gente non mancasse mai niente e che tutti vivessero in felicità e ricchezza
Teodorico custodiva però un grande segreto: tutte le notti saliva nella torre più alta del suo castello per parlare alla luna, chiedendole consiglio su come poter risolvere ogni più piccolo problema e poter governare sempre in serenità il proprio regno.
Accadde però che un giorno la strega Maligna - così si chiamava - scoprì il segreto del Re e, mentre tutti dormivano, catturò la luna per gettarla nel mare più profondo.
Il Re sprofondò allora nella disperazione più nera: non sapeva più quali decisioni prendere per il suo regno, tanto era abituato a consultare la Luna per ogni evenienza. Fu così che si generò un grande caos: per la gente non esisteva più nessuna regola o legge da rispettare... insomma un disastro totale. Una notte però apparve in sogno a Teodorico la fata Clementina, che gli disse: "Teodorico, non disperare, ritroverai la tua Luna, ma perché ciò accada, dovrai percorrere una strada ripida e stretta, non priva di pericoli". Teodorico allora chiese alla fata: "E come troverò questa strada?" E la fata rispose : "Da solo, la riconoscerai subito".
All'indomani Teodorico si alzò con buoni propositi per il suo popolo, così sicuro che avrebbe ritrovato la sua Luna, che iniziò a prendere delle decisioni da solo.
Ma non fu cosa facile: il re dovette sudare sette camice per riportare il suo regno nella tranquillità, non dormì per molte notti, non riusciva più a mangiare, passava intere giornate a studiare le più svariate soluzioni ai propri problemi.
Ma un bel giorno si accorse che le cose stavano cambiando, stavano andando per la prima volta nel verso giusto e alla fine, dopo tanti sforzi e non pochi sacrifici, tutto ritornò come prima.
Da qualche tempo il re aveva preso l'abitudine di andare a fare delle gite in mongolfiera, quando una notte, dal fondo del mare che stava proprio sotto di lui, scorse un forte luccichio, una luce insolita, e guardando bene si accorse che si trattava della Luna. "Guarda dove era finita!", esclamò il re e, senza pensarci due volte, tirò fuori la canna da pesca, che portava sempre con sé, e ripescò la sua Luna.
Teodorico, tornando a casa felicissimo, chiese alla Luna: "Come ho fatto a ritrovarti, cara Luna, senza alla fine dover percorrere la strada tortuosa che mi aveva predetto in sogno la Fata Clementina?"
La Luna rispose: "Forse tu non lo sai, ma la tua strada l'hai già percorsa, affrontando tutte le difficoltà e le avversità della vita! Tu da solo sei riuscitoa prendere delle decisioni importanti per te e per la tua gente. Caro Re, devi sapere che per ognuno di noi arriva sempre, prima o poi, il giorno nel quale dobbiamo imparare a vivere e ad affrontare la vita, così difficile ma così meravigliosa: il dono più bello che ci sia stato dato".


Le illustrazioni di Alessandro Pantani hanno la capacità di farci sognare: è un tipo di pittura, questa, che ci riporta ai ricordi dall'infanzia, che ci fa ritornare un po' bambini sognanti, come un tempo lo siamo stati.
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